Claymore – recensione
Recentemente saltato alla ribalta, Claymore è un manga che molti paragonano a Berserk grazie alle sue tinte cupe e alle atmosfere angosciate; la protagonista, Claire, difatti vive in un mondo di tipo medievale in cui esistono creature, gli yoma, che si nutrono delle viscere degli esseri umani e possono anche prenderne l’aspetto in modo da non essere riconosciuti, insomma in un vilaggio in cui si annida uno yoma nessuno è sicuro di niente, chi è? Potrebbe essere ovunque. Le Claymore sono la soluzione a questo problema, difatti grazie ad in “impianto” di yoma, queste donne sono in grado non solo di individare gli yoma ma anche di ucciderli (cosa non facile). Nonostante sia un bellissmo fumetto i primi 2/3 numeri non vi invoglieranno particolarmente a continuare, pazientate, ad un certo punto scoprirete che le cose non sono come sembrano e che a volte le soluzioni sono peggio dei problemi, difatti superato il primo scoglio di un azione ripetitiva e di mostri più meno sempre uguali l’azione si fa frenetica e la storia sempre più avvincente con svolte impreviste e veri e propri colpi di scena. Chi (come me) inizia a stufarsi della lentezza esasperente cui Berserk è arrivato, uscendo 2 volte all’anno e proseguendo pochissimo la storia, troverà in Claymore una lettura perfetta, ricca d’azione storia e bei personaggi, un vero prodotto di qualità consigliato a tutti gli amanti dei manga e dei fumetti.





